Fonte: Cilentando Press

Il 29 maggio 2006 i genitori di alcuni bambini, che frequentavano l’asilo “Paolo VI” di Vallo della Lucania, denunciano in Procura casi di violenza sessuale sui loro bambini. Sotto accusa finisce una suora peruviana di 23 anni, suor Soledad, che opera nell’asilo.

Il 17 giugno Suor Soledad viene arrestata per evitare che la suora fugga all’estero.

Il 21 giugno il giudice interroga la suora per le indagini preliminari.

Il 23 giugno alla suora sono concessi gli arresti domiciliari presso la casa romana della congregazione delle Ancelle di S.Teresa del Gesù Bambino

Il 22 settembre vengono sentiti in sede di incidente probatorio i bambini e per evitare dei traumi il Tribunale viene trasformato in asilo.

Il 13 ottobre scatta un nuovo filone dell’inchiesta, teso ad appurare il coinvolgimento di alcune persone, appartenenti alla categoria delle persone “per bene” di Vallo della Lucania, in un giro pedo-pornografico.

Ad oggi la Corte di Cassazione ha confermato la decisione assunta dal giudice del Tribunale del Riesame che aveva concesso gli arresti domiciliari alla suora.

I giudici della Cassazione osservano che il contenuto delle dichiarazioni dei bambini e i modi di rappresentarle, anche mediante la simulazione dei gesti compiuti appaiono indicativi della partecipazione ad un vissuto effettivo, inoltre tra gli altri elementi concorrenti atti a far ipotizzare il reato di pedofilia ci sarebbero anche i fenomeni di disagio psicologico rilevati in alcuni bambini e infiammazioni degli organi genitali e anali degli stessi. “Tutto questo” serve solo a concedere gli arresti domiciliari alla suora?….a voi le considerazioni.

Questa è la situazione ad oggi e come in ogni brutta vicenda di violenza sessuale c’è sempre chi si nasconde dietro una maschera, una maschera che nasconde il mostro, la bestia….basta un abito da suora, un camice bianco, un vestito da prete, un lavoro “per bene”, un vestito da padre premuroso o da nonno, da mamma, da zio, per nascondere quello che siamo veramente?….Oggi si!! Giudichiamo e veniamo giudicati per quello che sembriamo e non per quello che siamo e non vediamo la verità.

Segue un’esperienza personale dolorosa resa pubblica per diffondere conoscenza sul fenomeno della pedofilia e lanciare, senza allarmismi, un segnale alle mamme che spesso ne ignorano i segnali e le modalita’. Un articolo che ha sollevato polemiche e ha visto gli interventi di Livia Pomodoro ed Ernesto Caffo.

Martedí 20.06.2006 09:50 Libero/ Affari Italiani

Pedofilia / Salerno – Novizia accusata di abusi su minori

Finisce in manette il noviziato di Soledad, una 23enne peruviana arrestata a Roma su ordine della Procura di Vallo della Lucania (Sa) con un’accusa pesante: violenza carnale su minori. La ragazza, che aspirava ad entrare nell’ordine di Santa Teresa del Bambino Gesù e faceva la maestra in un asilo gestito dalla sua congregazione nella città cilentana, avrebbe compiuto abusi sessuali sui piccoli a lei affidati. E, se prima si sarebbe trattato solo di voci e sospetti, in seguito la vicenda è diventata sempre più pesante. Fino a quando non è arrivata la denuncia da parte della madre di una bambina di quattro anni. Da cui l’intervento della magistratura.

La novizia è stata arrestata a Roma, poco prima che lasciasse l’Italia. La vicenda è iniziata quando, mesi fa, una madre di una piccola di quattro anni, che frequenta l’asilo gestito dalle suore di Santa Teresa a Vallo, ha denunciato Soledad di abusi sessuali commessi a scuola. L’aspirante religiosa nel frattempo, dopo cinque anni passati in Italia, aveva lasciato l’istituto campano e si era trasferita a Roma dove la congregazione le ha ordinato di restare in loco in attesa degli sviluppi delle indagini.Il vescovo di Vallo della Lucania, Giuseppe Rocco Favale, intervistato da Affari, dichiara: “Sono esterrefatto e dispiaciuto”. Poi aggiunge un invito alla prudenza: “Sono cose delicate, e quindi bisogna evitare giudizi affrettati”. Ma su una cosa è chiaro: “Comunque, se ha sbagliato è giusto che paghi”.L’istituto è quello delle Piccole Ancelle, a Vallo chiamato di Santa Teresa. E’ un asilo privato frequentato dalla ‘Vallo bene’, impegnato nel sociale con progetti anche di adozioni a distanza in America Latina. E sempre a Vallo, secondo quanto risulta ad Affari, la gente è disorientata: gira infatti voce che i piccoli sarebbero stati sentiti dai magistrati, dopo i primi sospetti dei genitori per strani arrossamenti sulla pelle dei figli. E i piccoli avrebbero parlato di questa novizia troppo ‘premurosa’ che si sarebbe avvicinata loro iniziando a palpeggiarli.

Dal Quotidiano Il Mattino:

Lettera di una mamma di Vallo della Lucania inviata al quotidiano Il Mattino :  di ANTONIO MANZO

«Sono la mamma di una bimba di cinque anni che porta sulla sua carne i segni della violenza subìta…». È la drammatica lettera di una mamma di Vallo della Lucania, Rita Pellegrino che ieri pomeriggio arriva nella nostra redazione.

La figlioletta di cinque anni sarebbe stata violentata da suor Soledad, la suora peruviana agli arresti con la terribile accusa di aver violentato ventisette bambini tra le mura dell’asilo Paolo VI di Vallo della Lucania. L’accusa è terribile: la Chiesa locale è in silenzio. Nessuna parola di conforto, anzi perfino accuse di «isterismi familiari» nell’incredibile storia di ventisette bambini vittime degli abusi sessuali che avrebbe compiuto una suora peruviana. Bambini vittime – ventisette – che insieme alle loro famiglie, finora in un dignitoso silenzio, finiscono per diventare fantasmi che agitano la quiete troppo sospetta di una cittadina del Sud. Papa Ratzinger a Roma condanna i religiosi pedofili, a Vallo nessuno ne vuole più parlare. Nessuna forma di vicinanza e solidarietà ai bambini coinvolti e alle loro famiglie, atteggiamenti «pilateschi» addebitati ad un vescovo capace solo di «poche e scarne dichiarazioni ufficiali» e «silenzi assordanti». Ora basta, il dramma delle famiglie vittime delle storie di abusi sessuali compiuti da una suora peruviana – secondo l’accusa del procuratore della Repubblica di Vallo della Lucania che ha retto fino in Cassazione – esplode in pubblico. È la lettera, drammatica, della mamma di una bambina vittima.

È l’appello a Benedetto XVI che non ha avuto timore a denunciare la gravità degli atti compiuti da uomini di Chiesa, siano essi sacerdoti o suore, con abusi sessuali in danno di minori. Ha parlato ai vescovi irlandesi ma è come se quelle parole fossero state pronunciate anche per la drammatica vicenda di Vallo della Lucania: un asilo, una suora, un’accusa di violenza sessuale in danno di ventisette bambini, le accuse di favoreggiamento per le conseorelle della suora arrestata. Sembra che avessero progettato di farla partire per il Perù pochi giorni prima che arrivassero le manette. Prima di decidere di spedire la lettera al nostrogiornale, Rita Pellegrino, ci ha pensato bene ed ha riflettuto. Perchè quando ieri ha spedito la lettera via fax, erano passati già quindici giorni in attesa di una prima risposta da parte del vescovo di Vallo, monsignor Rocco Favale, e poi da papa Benedetto XVI protagonista di una dura denuncia sui responsabili di abusi sessuali sui minori, specie se commessi da uomini di Chiesa, preti o suore.

Rita Pellegrino è la mamma di una delle bambine vittima delle violenze sessuali della suora peruviana nell’asilo di Vallo della Lucania, tuttora agli arresti domiciliari a Roma nella casa generalizia dell’ordine delle suore delle ancelle di santa Teresa del Bambin Gesù. Suor Soledad, venticinque anni, è accusata di aver compiuto abusi sessuali in danno di ventisette bambini della scuola materna Paolo VI di Vallo della Lucania. Su di lei pesa come un macigno l’accusa della procura della Repubblica di Vallo della Lucania intenzionata ad ampliare il giro delle indagini fino agli ultimi accertamenti compiuti dal Ris dei carabinieri per un presunto giro di pedofilia collegato proprio alla suora peruviana.

L’accusa per la suora ha sostenuto già il vaglio del tribunale del Riesame e successivamente della Cassazione. «Questa donna va fermata» scrisse sintenticamente, ma efficacemente, il procuratore dlela Repubblica Alfredo Greco nella seconda richiesta di custodia cautelare. E, probabilmente, poche ore prima che la suora fuggisse in Perù e facesse perdere le sue tracce. Un mese fa l’incidente probatorio, con i bambini interrogati nell’aula del tribunale trasformata in sala giochi per «cristallizzare» le prove dell’accusa. Poi, nel pieno della seconda tranche dell’inchiesta con i sette indagati per il presunto giro di pedofilia, la delibera del consiglio comunale di Vallo: non denigrate il nostro paese.

Fonte: Il Mattino. 15 marzo 2009

Dopo suor Soledad, il cui processo è iniziato ieri, nella seconda tranche rinviati a giudizio altri quattro imputati fra cui due suore.

I nuovi rinvii a giudizio riguardano Aniello Labruna, muratore, abitante vicino all’asilo, perché “in concorso con Suor Soledad (la principale imputata) compiva atti sessuali con minorenni,Antonio Rinaldi, fotografo, per il reato di “”pornografia minorile”,Agnese Cafasso e Giuseppina De Paola, due suore, consorelle di Suor Soledad, per reati di favoreggiamento. Prima udienza, il 21 gennaio prossimo. Il Gip aveva chiesto l’imputazione coatta perché “le dichiarazioni dei minori non erano frutto di una suggestione individuale o collettiva indotta loro dai genitori o dall’ambiente esterno”. Inoltre sempre per il Gip la stanza nella casa del muratore avrebbe ospitato incontri tra la suora e il muratore, in presenza dei bambini”. Ricordo che inizialmente la sola Suor Soledad era stata posta agli arresti per pericolo di fuga.Poi la liberazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Per altri 11 indagati, invece, era stata chiesta l’archiviazione.In seguito all’accoglimento dell’opposizione dei legali delle famiglie, si è avuta oggi notizia del rinvio a giudizio di quattro di quegli undici indagati. I bambini le cui famiglie hanno denunciato gli abusi all’asilo Paolo VI e che hanno sostenuto l’incidente probatorio, sono 27. All’epoca dei fatti, ovvero l’anno scolastico 2004/ 2005, avevano dai 3 ai 5 anni. Suor Soledad è difesa dall’avvocato Gulotta, consulente di parte il criminologo Francesco Bruno, che ha sostenuto la non credibilità dei bambini. Finora, però, i giudici hanno creduto fermamente alle dichiarazioni dei piccoli. Autore Roberta Lerici-www.bambinicoraggiosi.com 16 ottobre 2009 Riproduzione consentita esclusivamente con l’indicazione di autore e link attivo. Un articolo del mese di marzo 2009 che annunciava il ricorso contro l’archiviazione: Quattro nuovi imputati entrano a forza nel processo per gli abusi a Vallo della Lucania. E così, al fianco di Suor Soledad, rinviata a giudizio per abusi su 27 bambini, rigettata la richiesta di archiviazione proposta dal pm Alfredo Greco (di cui parlammo tempo fa, mostrandovi in dettaglio tutte le lacune evidenti in tale richiesta e segnalate poi dai legali delle famiglie dei bambini) per il secondo filone di indagine, il gip Marrone ha chiesto l’imputazione coatta anche per Aniello Lubrana (muratore che abita nei pressi della scuola), poiché “in concorso con Suor Soledad compiva atti sessuali con minorenni”, per Antonio Rinaldi (“pornografia minorile”) e per Agnese Cafasso e Giuseppina De Paola, due consorelle di suor Soledad, “per il reato di favoreggiamento dato che avrebbero tentato di deviare le indagini in corso a carico della suora”. Il Gip ha poi evidenziato che non esistono elementi che “consentono di ritenere le dichiarazioni dei minori frutto di una suggestione individuale o collettiva indotta loro dai genitori o dall’ ambiente esterno (si consideri soltanto che la vicenda di Rignano Flaminio è esplosa a livello mediatico soltanto nell’anno 2007)». Per il Gip, la stanza nella casa del muratore avrebbe ospitato incontri tra la suora e il muratore, in presenza dei bambini che hanno perfino raccontato particolari, ed anche la registrazione filmata delle violenze sui bambini stessi che sarebbero contenute in quattro cd «rinvenuti nella stanza del figlio dell’imputato recanti la dicitura ”amplesso” e quella ancor più inquietante ”abusi”». Suor Soledad andrà processata a partire dal 15 ottobre prossimo. È prevedibile che con lei compariranno sul banco degli imputati anche il muratore e il giovane fotografo.

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