Bologna, (Adnkronos) – Si complica la posizione di S.M., il commesso cinquantenne della Procura di Bologna, nonche’ catechista in una parrocchia del capoluogo emiliano, arrestato circa tre settimane fa con le pesanti accuse di violenza sessuale, detenzione di foto pedopornografiche e violenza privata. Dagli accertamenti tecnici effettuati dalla polizia postale e’ emerso che l’uomo ha conosciuto in chat altri ragazzini di eta’ inferiore ai 16 anni. Durante le conversazioni sarebbero stati toccati spesso argomenti a sfondo sessuale e a loro offriva ospitalita’ a casa sua.

Ora spetta al Nucleo di polizia giudiziaria della polizia presso la Procura capire se l’uomo chattava solamente con loro oppure li ha incontrati. Per la prossima settimana e’ in programma un incontro degli investigatori, coordinati dal pm Luigi Persico, per sentire questi ragazzini. Il prossimo 25 giugno davanti al gip Bruno Perla verra’ sentito con la formula dell’incidente probatorio, cosi’ come chiesto dalla Procura, il ragazzino di 15 anni che ha accusato l’uomo ora in carcere.

Il pm aveva chiesto anche che durante l’incidente probatorio venisse eseguita una perizia psicologica sul giovane da affidare a un esperto dell’eta’ evolutiva. Ma il gip decidera’ dopo l’incidente probatorio. Il 15enne e’ un ragazzo straniero adottato da una famiglia bolognese e da anni ormai residente in Italia. L’uomo lo aveva conosciuto nella parrocchia del centro di Bologna dove in passato insegnava catechismo e dove ultimamente ricopriva cariche laiche e gli aveva fatto anche da padrino alla cresima.

Con la famiglia del giovane pero’ il rapporto si era incrinato. Nel dicembre del 2006 il padre presento’ un esposto in cui veniva ipotizzato il tentativo di sottrazione di minore. Quella denuncia non ebbe seguito e nel giro di breve tempo il pm Persico e il procuratore capo Di Nicola chiesero e ottennero l’archiviazione. Diffidarono pero’ il dipendente dal frequentare il giovane. Un provvedimento a cui l’uomo non ha ottemperato e che la famiglia ha scoperto all’inizio di maggio di quest’anno.

Una sera il quindicenne e’ rientrato tardi a casa e ha raccontato ai suoi familiari molto arrabbiati di essere rimasto fino a quell’ora a casa del cinquantenne che gli aveva mostrato alcune foto con uomini nudi che aveva sul suo computer. Il padre ha cosi’ presentato un altro esposto alla sezione di polizia giudiziaria e sono partite le indagini che nel giro di tre settimane hanno portato alla custodia cautelare in carcere.

Ad aggravare la sua posizione e’ stato ovviamente il racconto dell’adolescente che agli inquirenti ha spiegato di avere avuto rapporti sessuali con l’uomo. Rapporti che alcune volte erano imposti e altre facilitati da regalini come ricariche telefoniche, soldi e altri oggetti che S.M. dava al giovane. Agli atti risulta che in qualche circostanza l’uomo ha minacciato il ragazzo ingiungendogli di non raccontare nulla di quanto accadeva perche’, con le sue conoscenze, avrebbe anche potuto rispedirlo nell’orfanotrofio da cui qualche anno prima era stato preso in adozione. 19.giugno.2008

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