Pedofilia asilo Prato: avvocato Zazzeri rappresenta famiglie 17 bambini abusati
Il mostro si nascondeva fra le mura dell’asilo, per questo sono chiamati in causa il comune competente e il ministero della pubblica istruzione.
A seguito della brutta storia fatta di abusi sessuali nei confronti di 17 bambini della scuola materna di Sofignano, nel comune di Vaiano, in provincia di Prato, si e’ aperto un nuovo capitolo processuale.con la richiesta di risarcimento danni alle istituzioni da parte di quasi tutti i genitori delle piccole vittime. ‘Si tratta di una responsabilita’ oggettiva – spiega l’avvocato Elena Zazzeri, che cura gli interessi delle famiglie – per istituzioni che avrebbero dovuto tenere sotto controllo la situazione e tutelare i bambini’. La causa civile e’ pendente. Il processo penale invece si e’ concluso con la condanna definitiva a nove anni del bidello dell’asilo, Ciro Napoletano, che oggi ha quaranta anni.

L’avvocato Zazzeri ha rappresentato le famiglie, che si erano costituite parte civile, nel corso di tutti i gradi di giudizio, al termine dei quali e’ stata riconosciuta una provvisionale di 60 milioni delle vecchie lire per ciascun bambino. Non e’ arrivato neanche un soldo pero alle vittime di questa storia. Il bidello e’ nullatenente. ‘Chiediamo un rimborso di giustizia per quanto subito dai bambini piega l’avvocato -, ma che almeno sia pari alla provvisionale riconosciuta dai giudici al termine del processo penale, cioe’ circa 36 mila euro per ciascuno’. La vicenda risale al 1997. Il bidello, allora ventinovenne, e’ stato riconosciuto colpevole di aver compiuto abusi sessuali nei confronti dei bambini che avevano tra i tre e i cinque anni all’interno dell’asilo. I fatti sono avvenuti nell’arco di un mese, tra settembre e ottobre. Il bidello e’ stato trasferito in un altro luogo dopo i primi segnali di malessere da parte dei genitori, ma e’ stato arrestato solo dopo la sentenza della Cassazione.

‘Ritengo che vi fossero altri bambini fra le vittime del bidello, ma queste sono le famiglie che sono volute arrivare ad un accertamento della verita’ – dice l’avvocato Zazzeri. Il processo si e’ svolto in maniera esemplare, con massima tutela dei bambini, che non sono stati sentiti direttamente ne’ esposti. Si e’ ricorso invece alle testimonianze dei genitori, che sono stati molto attenti nei confronti dei loro figli, e alle consulenze tecniche’.

Toscana Tv 13 marzo 2008

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