Parroco indagato per violenza sessuale
la Gazzetta di Mantova – 05 giugno 2008 pagina 14 sezione: CRONACA

L’accusa è molto pesante: aver preteso favori sessuali dalle donne straniere che aiutava in parrocchia in cambio di un intervento per ottenere il permesso di soggiorno e uscire dalla situazione di clandestinità. A finire nei guai è stato un sacerdote che guida una delle parrocchie del centro storico. Nei suoi confronti la procura ha avviato un’indagine dopo due diverse querele arrivate dalla questura. Negli uffici di piazza Sordello, a puntare il dito contro il sacerdote, si sarebbero rivolte due donne straniere. Le accuse sono vere? Lo stabiliranno i magistrati di via Poma. L’ipotesi di reato è violenza sessuale. Massimo riserbo, in procura, sulla vicenda che coinvolge il religioso. «Di questa storia non so assolutamente nulla» si limita a dire il sacerdote contattato da un cronista. A presentare la denuncia in questura sarebbero state due immigrate clandestine che si erano rivolte alla parrocchia del centro storico per ottenere aiuto. Donne arrivate in Italia senza documenti, con alle spalle una vita segnata dal disagio e da difficoltà non solo economiche. In parrocchia le due clandestine avrebbero trovato una parola di conforto da parte del sacerdote e l’impegno concreto di un aiuto per ottenere la carta di soggiorno. Il prete avrebbe promesso, sempre secondo la versione raccontata dalle presunte vittime, di mettere una buona parola sfruttando la sua rete di conoscenze. Ma il prezzo da pagare, per quei favori, sarebbe stato troppo alto. Secondo il racconto delle donne il parroco avrebbe preteso favori sessuali in cambio di un intervento concreto per riuscire a far avere alle due clandestine i documenti per restare in Italia e trovare un lavoro. Un ricatto accettato dalle vittime? O rifiutato dopo aver subito pressioni e qualche prima attenzione particolare? O le due donne, per motivi sconosciuti, hanno inventato tutto? Su questo sta lavorando la procura. Di certo c’è il fatto che le due immigrate si sono rivolte alla polizia. Dalle due denunce – ma il numero delle querele potrebbe essere superiore – è partita l’indagine, con l’apertura di un fascicolo giudiziario. Il parroco indagato avrebbe già ricevuto un avviso di garanzia. L’ipotesi di reato che al momento pesa sul sacerdote è quella di violenza sessuale.

Ricatto sessuale, tre donne accusano il parroco
la Gazzetta di Mantova – 06 giugno 2008 pagina 13 sezione: CRONACA

Sono tre le donne straniere che hanno denunciato il secerdote della parrocchia del centro storico cittadino accusato di aver preteso favori sessuali in cambio di un aiuto per ottenere il permesso di soggiorno. Gli episodi contestati al religioso, che deve rispondere delle accuse di violenza sessuale, concussione e falso, risalirebbero a due anni fa. L’indagine è ormai chiusa: sarà la procura a decidere se chiedere al giudice per le indagini preliminari l’archiviazione o, al contrario, il rinvio a giudizio. In via Poma il riserbo sulla vicenda è strettissimo ma qualche particolare in più sulla storia che coinvolgerebbe il parroco, è emerso. Il prete ha ricevuto nei giorni scorsi l’avviso di conclusione delle indagini. Se lo riterrà opportuno, il sacerdote potrà essere sentito ora dal magistrato per il cosiddetto interrogatorio di garanzia. A puntare il dito contro il sacerdote sono tre donne, anche se l’inchiesta si concentra, in particolare, su un episodio che risale ad un paio di anni fa e che è finito con una querela. A rivolgersi alla polizia è stata un’ex prostituta straniera che aveva chiesto aiuto alla parrocchia. Secondo il suo racconto il prete, accreditato dalla questura come referente per controllare la buona condotta della ragazza uscita dal giro del sesso a pagamento, avrebbe presentato una relazione negativa sul conto della donna. Per quale motivo? Sempre secondo l’accusa, il parroco avrebbe manifestato la disponibilità di aiutare la ragazza ad ottenere il permesso di soggiorno, ma solo in cambio di una prestazione sessuale. E dopo il ‘no’ della donna, si sarebbe vendicato. Per questo, tra i capi d’accusa, ci sono oltre alla violenza sessuale (limitata alle pesanti avances) la concussione e il falso. Il prete ha voluto informare intanto il consiglio pastorale della parrocchia. «Questa non me la dovevano fare» ha detto in lacrime il sacerdote che, evidentemente, si sente incastrato dalle gravissime accuse piovute nei suoi confronti. Tocca alla procura chiarire se le ipotesi di reato siano vere, o se le donne abbiano, per motivi sconosciuti, inventato tutta la storia.

I parrocchiani lo difendono: prete esuberante ma onesto
la Gazzetta di Mantova – 06 giugno 2008 pagina 13 sezione: CRONACA

Le finestre sono chiuse e il parroco, in giro, non c’è. Nel quartiere, però, ieri non si parla d’altro. E i parrocchiani dicono di essere al corrente già da diversi giorni della vicenda in cui il loro sacerdote è rimasto coinvolto. E’ stato lui stesso ad affrontare l’argomento, domenica, durante la messa delle 11. E lunedì sera ne ha riparlato durante il consiglio pastorale, convocato con un invito lasciato nelle buche della posta del quartiere per invitare i parrocchiani a parlare di vari temi, tra i quali anche le terribili accuse mosse da alcune donne che avevano chiesto il suo aiuto. «Durante l’incontro di lunedì, parlando di questa cosa, il parroco è scoppiato a piangere», racconta una signora che da anni fa anche la volontaria in parrocchia. E un’altra aggiunge: «E’ un uomo distrutto. Ha detto che questa cosa non se l’aspettava. Io lo conosco da anni, e non merita di essere diffamato in questo modo, dopo tutto quello che ha fatto per aiutare le persone in difficoltà». Anche un frequentatore più giovane della parrocchia ribadisce: «Il sacerdote per questo quartiere è un punto di riferimento molto importante con un impegno davvero notevole profuso a favore dei più deboli». «E’ una persona generosa, troppo, e può essere stato strumentalizzato», commenta un altro, sconsolato. «L’esuberanza – ammette un signore – fa parte del suo Dna, ma non intacca la sua rettitudine. E’ semplicemente il suo modo di fare, sempre pronto a scendere in campo, a coinvolgere e a prodigarsi. Noi gli abbiamo anche detto che siamo pronti a lanciare una petizione in sua difesa. Ma ci ha detto che non vuole assolutamente. Che lui, di queste cose, non ha bisogno. Accetterà quello che succederà». Una donna si rammarica: «Speriamo che domenica mattina, a dire messa, ci sia ancotra lui. Queste sono accuse molto infamanti. Servirebbe più rispetto per l’abito che porta». «Sì – conclude un abitante del quartiere – la gente pensa che sia un po’ birichino, ma è un ingenuo e non è il tipo di persona da fare violenza».

I ricatti del parroco, chiusa l’inchiesta
la Gazzetta di Mantova – 07 giugno 2008 pagina 13 sezione: CRONACA

La procura ha già trasmesso al sacerdote della parrocchia del centro storico finito nell’occhio del ciclone, la chiusura delle indagini. Due i reati contestati: la violenza sessuale e il falso ideologico. A metterlo nei guai le denunce di tre prostitute straniere. Ora il sacerdote – attraverso i suoi difensori – ha una ventina di giorni di tempo per presentare memorie, chiedere un supplemento di indagini o un interrogatorio. Più probabile quest’ultima scelta. La richiesta potrebbe essere avanzata la prossima settimana. Trascorso quest’arco di tempo, il pubblico ministero che si sta occupando della delicata vicenda, chiederà al giudice dell’udienza preliminare il rinvio a giudizio. In questa sede il sacerdote, che – secondo l’accusa – avrebbe chiesto prestazioni sessuali in cambio di un interessamento per far ottenere alle tre donne il permesso di soggiorno, potrebbe chiedere di essere processato con il rito abbreviato. Il che, in caso di condanna, gli varrebbe uno sconto di pena.

Ricatti sessuali, ora il parroco vuole parlare
la Gazzetta di Mantova – 25 giugno 2008 pagina 09 sezione: CRONACA

Pretendeva favori sessuali in cambio di aiuti per ottenere il permesso di soggiorno. E’ la pesante accusa di tre donne straniere rivolta ad un sacerdote di una parrocchia del centro storico cittadino, finito sul registro degli indagati con l’accusa di violenza sessuale e falso. Ora le indagini sono chiuse e fra una manciata di giorni dovrebbe scattare la richiesta di rinvio a giudizio. Prima che ciò avvenga, il parroco – attraverso i suoi difensori – ha chiesto alla Procura della Repubblica di essere interrogato. Interrogatorio che avverrà entro la settimana. Ad effettuarlo sarà il pubblico ministero che sì è occupato della scabrosa vicenda e che ha seguito passo a passo le indagini dopo la denuncia presentata dalle tre presunte vittime dei ricatti. Il sacerdote ha deciso di presentarsi al magistrato per chiarire la vicenda; per fornire risposte a quelle terribili accuse che gli sono piovute addosso da tre donne straniere approdate a Mantova senza documenti, segnate da una vita di sacrifici e di stenti e in cerca di un futuro certo e tranquillo. Sono state loro a rivolgersi agli uffici della questura per denunciare le pesanti richieste che avrebbe avanzato il parroco in cambio di aiuto. Che per loro sarebbe stato decisivo perchè avrebbe consentito di iniziare una nuova vita. Secondo il loro racconto, il prete ha preteso favori sessuali in cambio del suo interessamento teso a far loro ottenere i documenti necessari – come detto – per restare nel nostro Paese e trovare una sistemazione, un lavoro, che potesse consentire una esistenza meno sofferta e tribolata. Un ricatto accolto dalle vittime? O rifiutato ritenendolo inaccettabile? Oppure le tre donne in cerca di aiuto hanno inventato tutto magari per vendicarsi del fatto che il sacerdote non avrebbe mantenuto le promesse fatte? Proprio su questi interrogativi il sacerdote potrebbe fornire spiegazioni, chiarimenti, al pubblico ministero che – come detto – gli ha contestato due reati: quello di violenza sessuale e di falso. Quest’ultimo sarebbe da ricondurre al fatto di aver fornito alla questura indicazioni negative sulla buona condotta delle donne. In particolare di una uscita dal giro del sesso a pagamento. Il primo episodio pare sia accaduto un paio d’anni fa. Quello che ha fatto subito scattare le indagini della Procura, chiuse all’inizio di questo mese. Chiusura comunicata al parroco che nell’arco di tempo a disposizione – prima che il magistrato passi alla richiesta di rinvio a giudizio – ha chiesto di essere interrogato per replicare alle accusa che gli sono state rivolte.

Il sacerdote sarà sentito a fine mese
la Gazzetta di Mantova – 05 luglio 2008 pagina 13 sezione: CRONACA

Sarà sentito entro fine mese il parroco del centro storico accusato di violenza sessuale e falso per aver preteso da tre donne straniere favori sessuali in cambio di aiuti per ottenere il permesso di soggiorno. Le indagini sono terminate, ma la procura non ha ancora formalizzato le sue conclusioni. Prima che possa scattare una richiesta di rinvio a giudizio, il sacerdote vuole dire la sua, spiegare le circostanze finite nell’occhio del ciclone e offrire spiegazioni: lo ha chiesto attraverso i suoi legali e la Procura ha stabilito di sentirlo attorno al 25 luglio. A raccogliere la versione dei fatti del prete mantovano sarà il pubblico ministero che si è occupato della vicenda. L’accusa di falso si riferisce all’ipotesi che l’uomo abbia fornito all’ufficio immigrazione della Questura indicazioni non vere sulla buona condotta delle donne.

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