Giuseppe Viganò ha sfondato la finestra e ha portato fuori i bambini intrappolati
«Aiuto, brucia tutto» Il nonno eroe salva due piccoli egiziani
GRATOSOGLIO (MILANO) 26/08/2008 – «Nonno aiutaci, qui brucia tutto, ti prego salvaci». E nonno Giuseppe, classe 1929, ex autotrasportatore, di origini brianzole, ha scavalcato il balcone dell’appartamento al settimo piano, ha sfondato il vetro della finestra e ha tirato fuori i piccoli da quell’inferno di fuoco e fumo. «Là dentro non si vedeva nulla – racconta Giuseppe – il fumo era ovunque e le fiamme erano alte quasi due metri, io ero all’esterno dell’appartamento ma sentivo quei bambini gridare».
INFERNO DI FUOCO
Ore 14.30. Al settimo piano del palazzone popolare in via Costantino Baroni 62 si scatena l’inferno. Ahmed e Samir hanno tre e cinque anni e sono soli in casa. Stanno guardando la televisione, o forse giocano nella loro stanza quando il soggiorno prende fuoco per un corto circuito, o per il surriscaldamento di una lampada, fanno sapere gli investigatori. I due piccoli, figli di una coppia di egiziani, istintivamente si rifugiano in camera, «perché lì la finestra era aperta» spiega il signor Giuseppe. La tapparella però era abbassata e i bambini si ritrovano imprigionati nella stanza, che poco a poco si va riempendo di fumo. I due cominciano ad urlare, ma nessuno sembra accorgersi di loro.

NONNO GIUSEPPE
Nessuno tranne la signora Elide e il signor Giuseppe, che vivono al piano di sotto. «Stavo stirando quando ho sentito puzza di bruciato – racconta la donna – pensavo fosse la macchinetta del caffé, ma poi ho visto che nel palazzo di fronte si sbracciavano e urlavano “sta bruciando! Il piano sopra sta bruciando!”. Allora ho chiamato mio marito e gli ho detto che al settimo c’era un incendio». E Giuseppe Viganò non è certo rimasto a guardare: si è precipitato al piano di sopra e ha iniziato a bussare come un forsennato. «Sentivo che dentro c’era qualcuno – ricorda il 79enne – sentivo i bambini muoversi e chiamare aiuto, ma nessuno mi apriva la porta». Giuseppe allora è entrato nell’appartamento accanto a quello in fiamme, è uscito sul pianerottolo ed ha scavalcato il balcone, a 25 metri d’altezza.

IN TRAPPOLA
«Ho provato a sollevare la tapparella della stanza, ma era bloccata – spiega il “nonno” – così ho preso lo stendibiancheria che c’era sul balcone e ho sfondato la finestra del soggiorno». Ma a sbarrare il passaggio al temerario 79enne c’era un divano. «La maniglia poi era incandescente, impossibile aprirla». Nonno Giuseppe ha cominciato perciò ad urlare con tutto il fiato che aveva: «Venite qui bambini, venite da me che vi porto fuori». Ma solo il più grande l’ha ascoltato e a tentoni l’ha raggiunto, «l’ho afferrato e l’ho trascinato fuori. Ma il più piccolo non voleva venire, aveva paura delle fiamme, dei vetri e poi con tutto quel fumo non si vedeva nulla».

IL SALVATAGGIO
Nel frattempo anche la madre dei piccoli era ritornata a casa, ma giunta davanti alla porta dell’appartamento si è resa conto di ciò che stava succedendo ed è svenuta. Un condomino le ha sfilato le chiavi dalla tasca e ha aperto il portoncino d’ingresso, facendosi largo con un estintore. Il piccolo Ahmed gli si è gettato tra le braccia, supplicandolo di portarlo fuori da quell’inferno.
«Tutti e due i bambini avevano delle ustioni sulle gambe e sui piedi – continua il signor Giuseppe – e poi avevano respirato tantissimo fumo». Una volta fuori dall’appartamento in fiamme i due bimbi sono stati soccorsi in ospedale: il più grande è stato portato al San Paolo insieme alla mamma, sotto shock, mentre il più piccolo è alla clinica De Marchi. Le loro condizioni non sono gravi, e presto potranno tornare tutti a casa. L’Aler, proprietaria del palazzo di via Costantino Baroni, ha già fatto sapere che troverà una sistemazione sostitutiva per la famiglia, almeno fino a quando l’appartamento non sarà sistemato.

26.8.2008 cronacaqui.it

Annunci