26.giugno.2007

Signor Presidente, colleghi

Ritengo innanzitutto importante e significativo constatare come la voce dell’Aula sia oggi sostanzialmente compatta nella condanna unanime dell’aberrante fenomeno della pedofilia, e nella mobilitazione contro la sua preoccupante diffusione che assume dimensioni e connotazioni sempre più gravi, spregiudicate e inumane.

Giudico sicuramente apprezzabile l’impegno che i gruppi hanno profuso nella formulazione di proposte utili per dichiarare guerra su tutti i fronti alla violenza e allo sfruttamento a fini sessuali del minore. Ritengo e mi auguro che a tutte queste proposte possano corrispondere approfondimento, accoglimento e attuazione urgenti da parte del Governo, perché è evidente che il problema non può più essere sottovalutato ma necessita di un contrasto quanto mai vigoroso, sollecito, articolato e capillare.

I mezzi per attuare questo contrasto devono essere resi disponibili in maniera integrale al più presto sia sul territorio, sia per quanto riguarda la sicurezza delle reti di comunicazione globale. A questo riguardo, lodevole e da sostenere con più risorse è l’azione della Polizia Postale, che però poco può intraprendere contro la produzione, la diffusione e la compravendita di materiali pedopornografici che avviene su server localizzati al di fuori dei confini nazionali ed europei, dove il ruolo dell’azione spetta alla diplomazia internazionale in sede europea e Onu.

Ma non è davvero più ammissibile, volgendo lo sguardo dentro casa nostra, che lo Stato continui a lasciare il cittadino e il genitore solo e senza la minima assistenza davanti ai timori sempre meno remoti che il proprio figlio possa entrare in contatto con uno di questi criminali, sempre più spesso e ovunque, fin anche dietro i cancelli della scuola dove ogni mattina lo si accompagna, o sul monitor del computer di casa.
E’ assolutamente necessaria una presa di coscienza globale sulla portata reale della minaccia, soprattutto, però, più che scagliarsi alla cieca ingaggiando solo un’inutile e deleteria caccia alle streghe, occorre compiere realmente ogni sforzo per la comprensione dei meccanismi psico-sociali collegati al fenomeno. Preoccupazione basilare e fondamentale deve essere quella di prevenire gli abusi, e offrire tempestività di intervento con l’assistenza psicologica e legale per le giovani vittime e per le loro famiglie.

Per questo è indispensabile che la scuola sia resa immune da ogni rischio e diventi, invece, luogo deputato di un’azione di monitoraggio e di vigilanza continua, specifica e di base. Su questa necessità, significativamente, vanno a convergere le linee di indirizzo, mi pare, di tutte le mozioni presentate, e in realtà non si può non rilevare che proprio la scuola rappresenti, nel contesto di azione sul territorio nazionale, uno dei luoghi dove le premure di prevenzione e di vigilanza continuano ad essere più disattese, se è vero che sul personale in servizio non è effettuato alcun controllo preventivo né successivo all’entrata in ruolo, e se si riscontrano casi di docenti condannati per lo stesso tipo di reato che ritornano ad insegnare in altri istituti se non addirittura nei medesimi dove hanno perpetrato gli abusi.

Io credo giustamente, come lo pensa l’uomo della strada che mediamente ha più buon senso della politica, che in un Paese normale certe cose non si dovrebbero neppure immaginare possibili, in Italia invece accadono, e mai nessun Governo ha pensato di agire sul sistema scolastico per aumentarne le protezioni e gli anticorpi contro il rischio della pedofilia.

Già il 2 maggio scorso, io stesso ho presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministero della Pubblica Istruzione, avanzando l’opportunità di avviare un’indagine conoscitiva per la comprensione il più approfondita possibile delle dimensioni e delle specificità del fenomeno e del rischio nel sistema scolastico. La risposta, che prassi e regolamenti vorrebbero prodotta entro 20 giorni, ancora, dopo quasi due mesi, la sto aspettando, e so anche di non essere il solo tra i colleghi parlamentari ad attendere su questo tema specifico, da parte di questo Ministero, risposte a cui l’esercizio istituzionale dovrebbe obbligare in tempi ragionevoli. Ma il Ministro Fioroni che fa? Si è accorto che, nell’opinione pubblica e nei dati delle Procure e degli Osservatori, il livello di preoccupazione ha ormai da tempo giustamente oltrepassato la soglia di allarme? Si è accorto che il sistema scolastico e dell’educazione rappresenta un facile territorio di conquista, un obiettivo sensibile senza alcuna protezione, un chiaro invito per anche pochi malintenzionati pedofili che non esitano a vestire i panni di docenti e personale ausiliario nelle scuole per poter indisturbatamente compiere i loro crimini?

Da questo lato il Ministro ha solo tardivamente, dopo le ultime doverose polemiche suscitate dai recenti casi di cronaca, annunciato un decreto che faciliterà sospensioni e licenziamenti per i lavoratori del settore scolastico che risultino indagati o condannati per reati collegati alla pedofilia. Noi diciamo che era da tempo opportuno che un simile provvedimento fosse preso, ma diciamo anche che non è sufficiente né giusto occuparsi solo del sanzionamento di questi comportamenti senza pensare a prevenirli prima che si verifichino, né a pianificare interventi di assistenza alle vittime. Come diciamo che è sicuramente ora, da parte del Ministero di Giustizia, di avviare lo studio e l’attuazione di effettivi percorsi di terapia e recupero per i colpevoli di tali efferati delitti, la cui detenzione negli istituti penali è per forza di cose temporanea e non risolutiva, specie in un paese come l’Italia dove il concetto di certezza della pena è argomento vago e negletto. Tale intervento a livello penale non può prescindere dall’opportuno riconoscimento della devianza e diversificazione dei trattamenti rispetto ai moventi psicologici del crimine, quando per esempio causati da alterazioni patologiche della libido e della sessualità del soggetto, prevedendo, ove necessario, anche il ricorso alla castrazione chimica per i casi di recidività irrisolvibili e incurabili. Che aspetta, su questo fronte, anche il Ministro Mastella?

Questa inerzia del non fare nulla è ormai, anche moralmente, inaccettabile. I governi si sono finora mossi solo con iniziative sporadiche e estemporanee. Nel corso della scorsa legislatura, per esempio, come ci ha informato al termine dell’ultima seduta il ministro Rosy Bindi, è stato creato il coordinamento interministeriale C.i.c.l.o.p.e. per lo studio di misure utili a contrastare la pedofilia.

Benissimo! E’ indubbio che un’azione coordinata tra i diversi ministeri interessati per competenze a questa azione di contrasto sia una risorsa di decisiva importanza per questa lotta. Ma, viene da chiedere allora ai delegati a tale programma, dopo 5 anni di lavoro a che risultati è giunto questo coordinamento sotto l’egida governativa prima del centrodestra e ora dell’Unione, che soluzioni ha promosso e attuato se il problema, ben lungi dal risultare minimamente intaccato dall’azione di questo organico, è oggi sempre più allarmante e amplificato? Non vorrei che in realtà, a fare da sottobosco ai buoni propositi sbandierati dalla politica, anche in questo caso ci sia in realtà più la preoccupazione di garantire competenze e poltroncine ai più, così come da tradizione endemica condivisa, questa sì in maniera bipartisan, da entrambi i poli.

Come dicevo, è assolutamente necessaria, invece, una presa di coscienza globale e omnicomprensiva sulla minaccia generata dal fenomeno della pedofilia. L’azione di contrasto deve acquistare assolutamente più importanza e vigore nell’agenda della politica e del governo. Perciò ritengo che grande valore simbolico e indicativo possa essere attribuito alla capacità dimostrata dalla Camera in questo frangente, di riuscire a trasformare l’indignazione comune per una ricorrenza sciagurata come il “love boy day”, troppo a lungo celebrata, in occasione e spazio costruttivo di confronto, dialogo, proposta politica di soluzioni e intesa condivisa e al di là delle parti. Penso che questa occasione non debba essere persa e gettata via senza una congeniale valorizzazione del contributo di tutti, perciò propongo, come significativo segnale di forte sostegno all’azione del Governo, che l’Aula approvi all’unanimità tutte le mozioni presentate, tutte, nessuna esclusa, comprese la mozione presentata dal gruppo di Italia dei Valori, che raccoglie la summa di queste osservazioni, e l’importante mozione dell’amico e collega di IdV Egidio Pedrini ed altri, che trova il favore e l’orgoglio del suo gruppo e che, unica tra le altre, introduce una chiara azione in sede Onu da parte del Governo italiano, per il riconoscimento del crimine di pedofilia come crimine contro l’umanità. Spero davvero che questa proposta possa essere felicemente accolta da tutti i colleghi e ringrazio chi vorrà sostenerla, per mandare un segnale forte, chiaro e univoco contro chi tocca i bambini, in tutto il mondo.

 

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